Se aveste detto alla me sedicenne che a 29 anni avrei preso la macchina con un’amica dopo una trasferta di lavoro, partendo da Roma alle 22 e arrivando a Ravenna quasi alle 3 di notte, probabilmente avrebbe riso e avrebbe pensato che la sua versione ventinovenne aveva qualche rotella fuori posto.
Ora che di anni ne ho appena fatti 30 e che ho fatto esattamente quanto sopra, mi rendo conto che la me sedicenne non ha tutti i torti.
Eppure, certe volte, ne vale la pena.
Per alcuni eventi vale la pena dormire poco e niente, lavorare al pc dal letto della camera d’hotel fino alle 18:30 per poi volare da Mediaworld a comprare una memory card per la macchina fotografica (perché, facendo lo zaino di fretta alle 21:30, ovviamente non potevo ricordarmi tutto) e correre a un concerto. Stavolta, al Sottomarino 54 di Ravenna per il Punkz.
Già due anni fa, a marzo 2024, avevo avuto l’occasione di partecipare al Punkz alla sua prima edizione, al Bronson di Ravenna. Anche quello è stato un viaggio folle post lavoro, una pazzia a tappe proposta da me e accettata senza battere ciglio da amiche pazze come me o forse ancora di più. Ho potuto vedere da vicino tutta la cura e il cuore che ci ha messo l’organizzazione fin da questo primo evento, tutte sensazioni che ho trovato nuovamente in questa edizione estiva.
L’edizione estiva del Punkz comincia con un super agguerrito torneo di beer pong, che mi gusto bevendo il primo spritz della serata. Otto tavoli, vari gironi e sfide vinte letteralmente all’ultimo rimbalzo, con uno spirito competitivo ma sempre giocoso e rispettoso. Ai vincitori una cassa di Monster, e una volta visto il premio mi sono pentita di non essermi iscritta.
Il tempo di una piadina, di una chiacchiera con i ragazzi dei Sunset Radio, i padroni di casa nonché headliner della serata, e si parte con la musica live.
Ad aprire le danze ci sono i Welcome Fico, che scaldano e caricano il pubblico con il loro pop-punk coinvolgente, facendo anche aprire qualche pogo. È sempre bellissimo vedere un pubblico che canta le canzoni della band che è sul palco.
Non conoscevo la loro musica, ma sono stati una scoperta molto apprezzata e sicuramente da tenere sott’occhio.
Si continua con i WEL, il pubblico è ormai caldo e la band ci tiene attivi dall’inizio alla fine del set.
Ascolto i WEL da quando si chiamavano ancora Why Everyone Left, cantavano solamente in inglese e non era ancora uscito nessun album. Ho trovato recentemente un volantino di una loro serata a Roma nel 2017, probabilmente la prima volta che li ho visti live.
Forse è anche per questo che, ogni volta che ho l’occasione di vederli suonare, osservo come reagisce il pubblico, soprattutto chi non li conosce. E provo una soddisfazione immensa nel vedere lo scambio di energia che si crea con il palco, il coinvolgimento di chi urla ogni parola, ma anche di chi ascolta e, pezzo dopo pezzo, apprezza sempre di più il progetto WEL.
Al Punkz ascolto per la prima volta dal vivo le canzoni del loro primo album, Vita Morte e Miracoli, uscito ad aprile di quest’anno. Ad essere proprio sincera, in realtà le canto a squarciagola dalla prima all’ultima.
Ci sono tre canzoni che mi porto a casa, per motivi diversi.
Stella, una delle mie canzoni preferite dell’album, cantata insieme a Enny dei Sunset Radio.
Gaia, un pezzo che mi ha fatta sentire capita fin dal primissimo ascolto. Perché alla fine siamo un po’ tutti “sempre divisi a metà tra crisi d’identità” e con la voglia di partire e mollare tutto.
Se Hai Bisogno (sì, se ve lo state chiedendo, sono di parte per questa canzone), accompagnata da una profonda riflessione su quanto ci sia bisogno di supporto tra noi, soprattutto nell’orrenda situazione in cui ultimamente si trova tutto il mondo.
Un concerto dei WEL è sempre una scarica di energia. Una chiacchierata post live con loro mi dimostra sempre quanto sono genuini e quanta passione mettano nelle canzoni, nei live e nella loro musica.
A chiudere la serata prima del djset finale ci sono i padroni di casa, i Sunset Radio.
Li ho conosciuti quasi per caso. Suonavano a Roma nel 2023 insieme a un’altra band che seguo da anni, i The Anthem. È bastato quel concerto per farmi venire voglia di rivederli ancora. Quella sera non avrei mai immaginato che, negli anni successivi, li avrei incrociati così tante volte. E che due di quei concerti sarebbero stati proprio nella loro Ravenna.
Si percepisce subito che questa non è una data come le altre. Il pubblico conosce ogni parola, gli sguardi tra palco e prime file sembrano quelli di amici che si ritrovano e l’atmosfera ha qualcosa di familiare.
C’è gente che, me compresa, si infila al lato del palco per riuscire a vedere meglio.
L’energia sotto palco è contagiosa, e i Sunset Radio la raccolgono, la rilanciano e la restituiscono ancora più forte a chi hanno davanti.
Tra i momenti più belli del set c’è Oggi No, cantata insieme a Enzo dei WEL. Alla batteria, per l’occasione, sale anche Paolo Gnani, regalando a un brano già potente un’energia ancora diversa. È uno di quei momenti che raccontano perfettamente lo spirito del Punkz. Non solo una lineup, ma una serata condivisa tra amici prima ancora che tra band.
C’è spazio anche per una prima volta: il debutto live di Centomila Galassie. Sentirla per la prima volta dal vivo davanti al pubblico del Punkz la rende ancora più speciale, come se quel palco fosse il posto giusto per darle lo spazio che merita.
Arriva poi uno dei momenti più emozionanti della serata: Note Blu, eseguita da Enny in versione chitarra e voce, seduto in mezzo al pubblico del Punkz.
Quando arrivano le prime note di Pagine, torno inevitabilmente a quella sera del 2023 al Traffic di Roma. Cambiano i locali, cambiano le città, cambiano gli anni, ma ci sono canzoni che riescono ancora a riportarti esattamente nel punto in cui le hai ascoltate per la prima volta. È in momenti come questo che mi ricordo perché continuo a macinare chilometri per inseguire i concerti.
Poco dopo Enny sparisce dal palco. Per qualche secondo mi chiedo dove sia finito, finché lo ritrovo sul tetto del bar a cantare Vertigini a cappella. Una scena completamente folle, perfettamente in linea con l’energia della serata. Cantiamo, o forse sarebbe meglio dire “urliamo”, tutti insieme il ritornello, poi Enny torna sul palco e con Richi, Frank, Teo e Paz chiudono il live con la scarica di adrenalina che solo quella canzone riesce a dare.
Nonostante i tanti anni passati sotto un palco da spettatrice, continuo a incantarmi osservando gli occhi degli artisti mentre guardano il loro pubblico cantare. Posso solo immaginare la soddisfazione nel sentirsi urlare a squarciagola quelle parole scritte con tanto cuore, fatica e impegno.
Ed è proprio quella la soddisfazione che ho visto negli occhi di tutte e tre le band della serata, a cui il pubblico del Punkz ha dedicato anima, cuore e voce fino alla fine.
Con le ultime canzoni del djset in sottofondo, concludo la mia serata caricando un ampli nel furgone dei Sunset e aiutandoli a chiudere i gazebo del backstage insieme alla mia pazza compagna di avventure Ilaria. Accettiamo pagamento in birre e Monster, portateci in tour.